Eleonora francese
L’ educazione sessuale
La sessualità, che può essere definita, in senso lato, come il rapporto che ogni individuo ha con il proprio corpo e con quello dell’altro, è qualcosa di assolutamente naturale. Nonostante ciò, soprattutto tra la fascia di popolazione più giovane, l’informazione sui temi relativi alla sessualità è estremamente limitata. Questo dipende da una carente e talvolta assente educazione sessuale, tanto a livello familiare quanto scolastico.

Alcuni genitori sono ritrosi nell’affrontare tale argomento, altri non dispongono degli strumenti necessari per farlo nel migliore dei modi e, allora, in maniera più o meno consapevole, tale ” spinoso argomento” viene delegato alla scuola. Ma è cosa risaputa che, per una serie di motivi, all’interno delle classi ciò non sempre avviene. A tal proposito, è interessante notare l’atteggiamento assunto da alcuni studenti nel momento in cui il docente di scienze, affrontando l’anatomia umana, parla dell’apparato riproduttore maschile e femminile: c’è chi mostra imbarazzo, chi fa battute fuori luogo e chi viene colto da inopportuni attacchi di riso. Avviene lo stesso quando ad essere trattato è, per esempio, l’apparato scheletrico? Ovviamente no, e ciò dovrebbe indurre ad una riflessione profonda.
Dunque, stando così le cose, chi si occupa di fare educazione sessuale? La risposta è tanto semplice quanto allarmante: i mezzi di comunicazione di massa. Basta fare zapping, accendere la radio e ascoltare qualche canzone trap, osservare certe pubblicità o accedere a un qualsiasi social network per notare come quasi tutto parli di sesso. Il problema è che, nel concreto, non viene detto nulla, sono immagini e parole vuote che, attraverso la lecita curiosità degli adolescenti, strumentalizzano la sessualità. In un Paese come l’Italia in cui, stando ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata a tredici anni, tutto ciò diventa un serio problema.
A questo contesto va ricondotto il laboratorio di educazione sessuale e affettiva tenuto, presso la chiesa di San Giuseppe Cafasso, per conto dell’Associazione Anteprima. Il ciclo di incontri, che ha coinvolto un gruppo di ragazze del quartiere, è stato tenuto da esperti nel campo della psicologia e, attraverso parole semplici e immagini di vita quotidiana, ha provato a far attribuire il giusto valore alla sessualità.
Le destinatarie del laboratorio, tra le altre cose, hanno riflettuto e discusso su quali siano i comportamenti che caratterizzano una relazione sana e quali una relazione tossica. Dal racconto del “primo bacio” e del loro rapporto/approccio con il sesso maschile, attraverso la condivisione delle proprie esperienze e dei propri pareri, hanno fatto uno sforzo per imparare a confrontarsi e ad ascoltarsi reciprocamente..
Perché la sessualità è rapporto con il corpo, ma soprattutto relazione e la relazione non può che nascere dall’ascolto di se stessi e dell’altro.